Avevamo già prenotato un ostello a Pechino: il piano originale era quello di passare una notte a Pechino, per poi prendere un treno notturno per Shangai e passare lì una notte prima di volare a casa da Shangai a Vienna con scalo a Dusseldorf con Air Berlin. Già alcune settimane prima del viaggio venimmo però avvisati della cancellazione del nostro volo a fronte del rimborso del costo del biglietto (circa 450 euro) e un voucher di €150 valido per un volo con Air Berlin. Decidemmo dunque di rimanere due notti in più a Pechino e cancellare la nostra prenotazione a Shangai, per prendere un volo da Pechino pagato, grazie allo sconto solo €304. L'ostello della prima notte (Beijing Downtown Backpackers) era già pieno per le giornate successive, per cui prenotammo al Wangfujing International Youth Hostel.
Dalla stazione principale, prendemmo un taxi per arrivare all'ostello. Muoversi in taxi in Cina non costa tanto ed è semplice: basta avere un foglietto con la destinazione scritta in cinese. L'ostello si trovava in un vicolo stretto nella zona nord di Pechino. Entrambi eravamo già stati a Pechino, per cui non avevamo fretta di visitare la città e non avevamo piani, a parte una gita in giornata a Tianjin con il nuovo treno ad alta velocità. Ci piaceva l'idea di avere un po' di tempo per noi per elaborare le sensazioni del nostro viaggio in Nord Corea. Una delle prime cose che feci dopo aver fatto il check-in all'ostello fu controllare le mail e avvisare amici e parenti che il nostro piano era riuscito ed eravamo ancora vivi. Come previsto, trovai anche delle mail dall'agenzia di viaggi che ci dicevano che le nostre modifiche all'itinerario dell'ultimo minuto aveva causato un po' di problemi all'interno della KITC, che avrebbero poi preso delle misure per evitare che una situazione del genere potesse ripetersi.
La strada dell'ostello:
Andammo a pranzare in un ristorante sulla via di Jingshan Xije, per poi proseguire verso il parco Jingshan.
Questa la vista dalla collina del parco, con il lago Beihai:
Una vista del genere non la si ha spesso, a Pechino: di solito la visibilità è ridotta a uno/due km per via della nebbia e dello smog.
Passammo poi attorno al complesso della Città Proibita per arrivare alla Piazza Tienanmen.
Piazza Tienanmen:
La via Qianmen Dajie a sud della piazza era totalmente cambiata rispetto alla mia ultima visita a Pechino del 2005. Era diventata pedonale, con tutti gli edifici ricostruiti, ma tutto sembrava così artificiale...
Preferivo le vie più tradizionali come Dazhalan Xijie:
Non servono automobili o furgoni per trasportare oggetti ingombranti, e in questo noi europei dovremmo imparare dai cinesi:
Alla sera andammo alla stazione per comprare i biglietti per Tianjin. Avevamo chiesto alla reception in ostello di scrivere quello che ci serviva su un pezzo di carta in cinese, ma alla fine non servì, in quanto alla biglietteria c'era qualcuno che parlava in cinese. Per via dei prezzi economici, decidemmo di viaggiare in prima classe: un biglietto di sola andata per l'intero percorso di 130 km costava 69 yuan, circa 7 euro.
27/09/2008
Dopo colazione prendemmo un taxi per la stazione sud di Pechino, da dove partivano i treni ad alta velocità.
La stazione assomigliava molto ad un aeroporto, specialmente per via dei controlli di sicurezza all'entrata.
Lo schermo delle partenze indicava i treni in programma in inglese e cinese.
La sala d'attesa:
Biglietteria:
Ci incuriosirono i piani per il futuro. La tratta ad alta velocità Pechino-Shangai, allora in costruzione, che avrebbe poi aperto nel 2011:
Il progetto per la nuova stazione e aeroporto:
Il nostro treno sarebbe stato un Siemens Velaro:
La spettacolare soluzione del soffitto in acciaio:
E il biglietto Pechino-Tianjin:
Il treno sembrava essere al completo. Un biglietto di seconda classe costava solo 10 yuan di meno rispetto a quello di prima.
Il viaggio andò alla grande, raggiungendo anche la velocità massima di 334 km/h.
Dopo una trentina di minuti arrivammo a Tianjin, e comprammo i biglietti di ritorno come prima cosa. La biglietteria era affollata, per cui usammo le macchinette automatiche, dato che "parlavano inglese". Avevamo l'impressione che ai cinesi sembrasse alquanto strano vedere degli europei comprarsi i biglietti da soli...prenotammo due biglietti per un treno al pomeriggio, per avere tempo per fare una bella passeggiata.
Il piazzale dinanzi alla stazione:
E la skyline di Tianjin:
Il centro di Tianjin aveva degli edifici con stile europeo, eredità del periodo coloniale:
A Tianjin facemmo caso al grande numero di bici e veicoli elettrici utilizzati dalla popolazione.
Per tornare poi alla stazione, prendemmo un taxi di questo tipo:
Stazione di Tianjin:
All'arrivo a Pechino, era importante tenere con sé il biglietto fino all'uscita dalla stazione.
Tornammo all'ostello con un taxi, per riprendere i nostri zaini e proseguire verso l'ostello che ci avrebbe ospitato per le altre due notti.
La sera prendemmo delle bici a noleggio per girare un po' Pechino.
28/09/2008
Non fu una giornata degna di nota. Oliver decise di andare alla Muraglia Cinese, visto che non ci era mai stato, ma io l'avevo già visitata nel 2005 e mi sentivo piuttosto stanco, per cui decisi di rimanere a Pechino. Ne approfittai per riordinare le foto e fare un po' di shopping.
Pechino di notte:
29/09/2008
Questa sarebbe stata per noi una lunga giornata. Ci svegliammo alle sei per prendere il taxi per l'aeroporto, ma una volta arrivati, ci accorgemmo di essere al terminal sbagliato e dovemmo dunque prendere lo shuttle. Poco male, non eravamo di fretta: la partenza era prevista per le 11.
L'aereo per Dusseldorf:
Attraversammo i cieli della Mongolia, Siberia e del mar Baltico. La vista dal finestrino rimase limpida solo fino alle montagne Sayan, sul lago Bajkal, per cui da quel punto di vista il volo fu piuttosto noioso. Ammetto che mi piacciono molto le fasi del decollo e dell'atterraggio, ma preferirò sempre i viaggi in treno. Per me, una settimana a bordo di un treno nordcoreano decente è più comoda di dieci ore in qualsiasi economy class. Arrivammo a Dusseldorf nel tardo pomeriggio. Oliver avrebbe da lì avuto il suo volo per Zurigo dopo un'ora e mezza, mentre io dovetti aspettare per quattro ore. Novanta minuti di volo per Vienna, trenta di treno e arrivai a Wien Traisengasse alle dieci della sera, la stessa stazione da dove era cominciata la mia avventura ventidue giorni prima. Due minuti a piedi ed ero finalmente a casa, quasi ventiquattro ore dopo essermi alzato dal letto dell'ostello a Pechino.
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Spero che con questo diario di viaggio sia stato in grado di fornirvi informazioni utili e interessanti riguardo la Nord Corea, della quale i media tendono a parlare sempre allo stesso modo. Sono convinto che un paese non deve essere ridotto alla percezione che si ha del suo governo. Non sono in alcun modo a favore del regime nordcoreano e non voglio negare che ci siano gravi problematiche in Nord Corea, ma il paese non si compone solo di Kim Jong Il, arme nucleari, campi di concentramento e carestie. La maggior parte della popolazione è proprio come tutti noi, vivono in condizioni difficili, ma hanno famiglia e amici, scherzano, lavorano, si amano...certamente, il contatto che noi siamo stati in grado di avere con loro è piuttosto limitato, ma tutti gli incontri che abbiamo avuto con i nordcoreani (capitreno, passeggeri, agenti di frontiera, le noste guide) sono stati molto piacevoli e interessanti, tanto che spero di poterli rincontrare un giorno.
Penso spesso a quel viaggio. A volte ho la sensazione che sia accaduto tutto pochi giorni fa, mentre altri sembra che questi ricordi appartengano ad un passato lontano o che addirittura sia stato tutto un sogno, probabilmente per il fatto che quei luoghi dove siamo stati siano così difficili da raggiungere. Continuo a sperare che un giorno la situazione migliorerà e i nordcoreani saranno in grado di viaggiare liberamente come abbiamo fatto noi, e che allo stesso tempo noi potremo muoverci senza restrizioni in Nord Corea. C'è ancora così tanto da vedere. Dopo il nostro viaggio il mio interesse per la Nord Corea è cresciuto ancora di più, e penso spesso ora che avrei dovuto tenere gli occhi ben aperti quando ero lì, ancora più di quanto avessi fatto. Avrei voluto scattare ancora più foto durante il viaggio in treno, specialmente della vita di tutti i giorni.
Voglio anche chiedere scusa pubblicamente per i problemi che abbiamo causato alla nostra agenzia di viaggi Korea Konsult. Ci siamo comportati da egoisti, e vogliamo precisare che la riuscita della nostra avventura non è stata responsabilità di nessuno, se non delle nostre pazze idee. Se volete viaggiare in Nord Corea attraverso vie completamente "legali", consiglio assolutamente Korea Konsult!
END
Noi di Travel Legend ringraziamo calorosamente Helmut e Oliver per averci concesso il permesso di tradurre il loro diario di viaggio, e condividiamo in pieno le loro considerazioni finali.











































