Arrivederci Mosca, arrivederci Europa

09/09/2008

Quando arrivammo a casa sua, Alexander mi consegnò i nostri biglietti per Pyongyang. Immaginavamo che l'unico modo per fare foto liberamente dal treno in Nord Corea era quello di farlo lontano da occhi indiscreti e senza farsi notare dai nordcoreani, per cui prenotammo quattro biglietti diversi per Pyongyang in modo da essere soli nel nostro scompartimento. Pensavamo inizialmente di prenotare i due biglietti "fantasma" solamente da Ussurijsk, in quanto non sarebbe stato un problema dividere lo scompartimento fino a lì, ma il sistema di prenotazione russo non consentiva di prendere dei biglietti per quella tratta. Fu però possibile comprare i biglietti extra per la tratta Irkutsk-Pyongyang: ovviamente non era la soluzione più economica ma, in fin dei conti, ogni quanto si ha la possibilità di compiere un viaggio del genere? I soldi non erano un problema.



Dopo aver fatto colazione, parlato per un po' e dopo una bella doccia prendemmo la macchina per dirigerci alla stazione Kazanskij, dove arrivammo alle 12:50 in modo che io potei salire sul treno numero 118 per Novokuzneck. Per qualche inghippo tecnico al momento della prenotazione, in Austria era stato possibile prendere un posto solo negli scompartimenti per soli uomini, e non in quelli misti. E gli scompartimenti per soli uomini prevedevano alcuni servizi aggiuntivi, come i pasti inclusi nel prezzo del biglietto. Ovviamente il mio biglietto stampato in Austria appariva alquanto strano agli occhi del capotreno, ma mi fece entrare senza problemi dopo un po' di spiegazioni. Successivamente dovetti rispiegare il tutto anche allo staff del vagone ristorante, che vennero da me per capire se il mio biglietto prevedeva dei pasti. Gli mostrai la dicitura "mit Zuschlag" e gli feci capire che significava "s uslugami", ovvero con servizi aggiuntivi, e che avevo quindi diritto ai pasti.




Salutai Alexander e il treno lasciò la stazione alle 13:19, come previsto. Il vagone su cui viaggiavo era un classico vecchio Ammendorf e non era per niente pieno, con una buona metà dei posti liberi alla partenza da Mosca. Un biglietto di seconda classe come il mio era piuttosto costoso per gli standard russi di questa tratta, per cui molta gente preferiva viaggiare in terza. Nel mio scompartimento c'era solo un altro signore, che rimase con me fino alla mattina successiva.



Il viaggio fino a Novosibirsk fu piuttosto blando: ebbi lo scompartimento tutto per me per la maggior parte del tempo, e mi vennero serviti due pasti caldi al giorno.


Qui alla stazione di Vekovka, a duecento km da Mosca:





Il treno numero 76 da Mosca a Tynda era partito da Mosca con qualche minuto di anticipo e aveva le stesse fermate del mio, per cui era un gioco a rincorrersi: alle stazione dove le fermate erano più lunghe ci rincontravamo molto facilmente.




Rispetto alle temperature a casa in Austria e a quelle che avevo percepito in viaggio tra Slovacchia e Ucraina, qui faceva già freschetto: forse dieci gradi, non di più. Se in Ucraina il giorno prima mi ero messo alla ricerca di un vagone con l'aria condizionata, adesso ero contento del fatto che funzionasse il riscaldamento.

10/09/2008

Ci stavamo avvicinando ai monti Urali:


Poco prima di Druzhinino le rotaie, che per la maggior parte del percorso sono doppie, si dividono per circa venti km.



A Druzhinino:


E qui il vagone Mosca-Tommot facente parte del treno diretto a Tynda di cui parlavo in precedenza:


La stazione di Revda:


Un lago non troppo distante da Yekaterinburg:




E così arrivai alla stazione di Sverdlovsk: nel 2008 la stazione era ancora chiamata così, con il nome con cui era conosciuta Yekaterinburg ai tempi dell'Unione Sovietica.


A Yekaterinburg vidi un treno diretto ad Almaty, in Kazakistan, dove stavano caricando un sacco di bagagli:


Il tramonto una volta ripartiti di Yekaterinburg:


Arrivammo poi a Tjumen' a notte inoltrata:


11/09/2008

Stazione di Omsk:




Un semaforo per pedoni:


A Omsk incrociai il treno numero 54 Charkiv - Vladivostok.


Questo treno aveva una configurazione molto interessante: solo 5 vagoni percorrevano effettivamente tutta la strada da Charkiv a Vladivostok. Durante il viaggio altri vagoni venivano continuamente aggiunti alla testa del treno e ci rimanevano fino a Vladivostok: a Penza, a Samara, a Ufa, etc... e allo stesso tempo alcuni vagoni alla coda del treno arrivavano alla loro destinazione e venivano staccati dalla locomotiva principale: Charkiv - Novosibirsk, Charkiv- Irkutsk - Charkiv - Cita, e così via. Il treno cresceva da una parte ma si riduceva dall'altra: non riuscivo a capire perché non facessero semplicemente un vagone unico Charkiv _ Vladivostok al posto di due vagoni distinti Charkiv - Irkutsk e Irkutsk - Vladivostok!



Le steppe presso Barabinsk:


E la stazione:


Qui trovai una delle nuove EP2K-012 in forza alla RZD:


Arrivai a Novosibirsk alle 16:39.


C'erano adesso tre ore di differenza fra il fuso di Mosca e quello locale: 



Da qui proseguii con il treno numero 601 (Novosibirsk - Bijsk) delle 17:28 per Barnaul. 


Proprio a Barnaul avevo deciso di fare una sosta e prendere una pausa dalle rotaie. Arrivai all'1 e 40 ora locale dopo aver effettuato il viaggio su un normale posto a sedere, e mi diressi verso l'hotel di fianco alla stazione per riposare un po'.