Il programma della giornata:
- La torre Juche
- Il monumento al Partito del Lavoro di Corea
- Il museo delle Tre Rivoluzioni
- Un viaggio in metro
- La piazza di Kim Il Sung
- Pranzo in hotel
- "Pueblo"
- La statua di Kim Il Sung sulla collina di Mansudae
- Il Palazzo dei Bambini
- L'ultima cena al ristorante
Oliver non si sentiva tanto bene al risveglio, per cui decise di rimanere in hotel. Fino a pranzo rimasi dunque da solo con una sola guida.
La torre Juche era il primo punto in programma, ma per via della nebbia decisi di non salire fino in cima.
Ci dirigemmo poi verso il monumento della fondazione del Partito del Lavoro di Corea, fatto di tre braccia che sostengono una falce, un martello e una torcia, e che rappresentano le tre classi della società nordcoreana: gli operai, i contadini e gli intellettuali.
Proprio di fianco al monumento ebbi l'occasione di scattare un'altra foto alla tramvia:
In lontananza si vede l'hotel Ryugyong:
All'esposizione delle Tre Rivoluzioni alcuni treni attirarono la mia attenzione:
Trovammo una copia del vagone su cui avevamo viaggiato da Mosca, anche se mantenuta molto meglio:
Un vagone merci:
Una locomotiva elettrica:
Abbiamo poi visitato la parte dell'esposizione dedicata al cosmo.
Qui hanno presentato uno spettacolo con il sistema solare, le stelle e le eclissi di luna e di sole. Scambiai due chiacchiere con la guida dell'esposizione che parlava russo, il quale mi disse aver imparato all'università di Vladivostok.
Provai poi l'esperienza della metro di Pyongyang: andammo in macchina fino alla fermata di Puhung, il capolinea di una delle due linee, per andare fino alla stazione successiva di Yonggwang, di fianco alla stazione dei treni.
All'interno della stazione:
Di solito i turisti e le guide possono passare i tornelli senza dover comprare il biglietto, ma volevo provare l'esperienza di prendere la metro "legalmente".
Le scale mobili per scendere in profondità:
A quanto pare, la regola generale di rimanere al lato sinistro delle scale mobili in metropolitana sembra non essere osservata in solo due città al mondo: la mia città natale Graz, dove mi incavolo sempre con gli stupidi che stanno fermi sulla destra, quando passo lì il weekend, e Pyongyang, dove nessuno sembra essere di fretta.
Chiesi alla guida se potevamo non prendere il primissimo treno, per avere il tempo di scattare qualche foto in più. Passava un treno ogni cinque minuti circa.
Qui un video di un treno in arrivo.
I vagoni erano stati acquistati usati da Berlino. Tutte le scritte in tedesco erano state ovviamente rimosse, ma avevo letto da qualche parte che non erano stati sostituiti i finestrini.
Prima di lasciare la stazione di Yonggwang, passammo per un piccolo ufficio dove un impiegato della metropolitana mi offrì di comprare un libretto informativo sulla metro di Pyongyang, che ovviamente acquistai senza pensarci due volte.
In definitiva, anch'io passai per le solite due stazioni che erano di norma mostrate ai turisti. Si diceva che esistevano solo queste due fermate e che il resto dello schema della metropolitana era tutto una finta, e che i passeggeri nordcoreani erano in realtà degli attori. Anche se la Nord Corea è certamente un paese con grandi capacità di fomentare teorie complottiste, ebbi l'impressione che la metro trasportasse effettivamente gli abitanti di Pyongyang.
Fuori dalla metro, la nostra auto con autista stava già aspettandoci per portarci alla piazza di Kim Il Sung.
Karl Marx:
E Lenin:
Anche se la Nord Corea è impregnata dell'ideologia Juche, onorano in questa piazza i due fautori del comunismo, per via del fatto che la Juche è, secondo i nordcoreani, la perfetta realizzazione del comunismo.
Si era fatta a questo punto ora di pranzo, e tornammo verso l'hotel.
Nel pomeriggio fui accompagnato da entrambe le guide, a partire dal tour della nave "USS Pueblo", una nave spia catturata dai nordcoreani nel 1968. Chiaramente era per loro un grande motivo di vanto mostrare ai turisti questo trofeo sequestrato ai cattivi imperialisti americani.
All'interno della nave mi fu mostrato un filmato con il racconto dell'evento dal punto di vista coreano.
Andammo poi verso la collina di Mansudae, dove c'era la famosa statua di bronzo di Kim Il Sung alta 20 metri, dinanzi alla quale fu necessario il solito rituale fiori+inchino.
Poi, al negozio di souvenir, vendevano, in diverse lingue, molti libri scritti da Kim Il Sung o Kim Jong Il.
Comprai solo una spilla con la bandiera nordcoreana e una mappa come souvenir, ma mi sarei poi pentito di non aver preso nessun libro: sarebbe stato un bel ricordo, anche se non ero molto convinto dell'ideologia Juche...forse potrò chiedere ai miei amici dell'ambasciata nordcoreana a Vienna se possono vendermi alcuni di quei libri.
Il Palazzo dei Bambini era un luogo dove i bambini si riunivano dopo la scuola: anche il tempo libero e gli hobby dei cittadini passavano sotto le mani del Partito. Si diceva che posti del genere esistevano in tutta la Nord Corea, ma ero sicuro che gli altri, quelli che i turisti non vedevano, erano tenuti molto peggio.
Pianoforte:
Ping-pong:
Fisarmonica:
Calligrafia:
Tastiera:
Informatica:
Provai a chiedere se i bambini avevano piena libertà nel scegliere i corsi: mi venne detto che c'era all'inizio un test per determinare le abilità di ogni bambino, e in base ai risultati venivano smistati nei diversi corsi.
Il pezzo forte della visita fu uno spettacolo musicale:
In serata cenammo insieme per l'ultima volta, al ristorante Duck BBQ di Pyongyang. Il cibo lì era squisito e fu un ottimo modo per concludere la nostra permanenza in Nord Corea.
Le nostre guide avevano fatto un ottimo lavoro per assicurarci una permanenza piacevole e interessante. A tratti eravamo sopraffatti da troppo "Kimilsungismo", dato che tutto era in qualche modo posto in collegamento con i Leader Supremi. Ma, d'altronde, era esattamente quello che ci aspettavamo e avevamo sempre cercato di rispettare la loro cultura e mentalità.
Le ultime foto di Pyongyang by night:
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