La zona demilitarizzata

23/09/2008

Il programma della giornata:
  • in macchina fino al villaggio di Panmunjeom, sulla ZDM
  • pranzo a Kaesong
  • visita al museo di Koryo
  • ritorno a Pyongyang
  • il museo della metropolitana
  • visita al luogo natale di Kim Il Sung a Mangyongdae
  • cena in un ristorante a Pyongyang


Durante la nostra permanenza stava avendo luogo l'undicesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pyongyang. Sì, un festival internazionale!


Il nostro hotel era piuttosto pieno, al contrario di quello che avevo letto su altri viaggiatori che avevano avuto l'impressione di alloggiare in un hotel vuoto, con solo tre piani aperti su quaranta. Incontravamo spesso molte altre persone nella lobby dell'hotel, specialmente durante la mattina, e non era raro dover attendere qualche minuto di troppo agli ascensori. Mentre aspettavamo le nostre guide, scambiai due chiacchiere con dei tedeschi che erano lì per presentare un film al festival.

Partimmo per Panmunjeom una mezz'ora più tardi rispetto all'orario previsto, in quanto la nostra guida che parlava tedesco e che ci aveva accompagnata per i primi due giorni si era ammalata e quella che l'avrebbe sostituita doveva accompagnare alcuni turisti in aeroporto.

Nel parcheggio fuori dall'hotel c'erano diversi autobus coreani che aspettavano diversi gruppi di turisti:


Ci mettemmo circa due ore per arrivare alla DMZ (demilitarized zone, zona demilitarizzata). Il percorso in autostrada fu simile a quello per Myohangsan ma con più tunnel, per il fatto che attraversammo un'area piuttosto collinare. Avvicinandosi al confine, passammo oltre quattro posti di blocco sulla strada, ma ci fermammo solo per pochi secondi per ognuno. Anche dei blocchi di cemento indicavano il progressivo avvicinamento al confine: in caso di necessità sarebbero caduti sul percorso sbarrando la strada ai carri armati sudcoreani.


Alcune foto che ho trovato su internet:




Dopo aver passato Kaesong l'autostrada continua per un altro po' di chilometri fino a terminare di colpo all'inizio della DMZ. C'è addirittura un cartello: "Seoul - 70 km".


La linea demilitarizzata divide le due Coree, è lunga 248 km e larga 4. Anche se di norma è ovviamente impossibile attraversarla, negli anni precedenti alcuni turisti dalla Sud Corea riuscirono a percorrere strade da poco costruite con bus organizzati per riuscire a visitare Kaesong e il monte di Kumgang. Questi tour erano però allora sospesi per il peggioramento delle relazioni fra la Nord e la Sud Corea. Panmunjeon è invece il villaggio che si trova nel bel mezzo della DMZ e dove è stato firmato l'armistizio alla fine della guerra, nel 1953.

Prima di entrare nella DMZ ci fermammo in un parcheggio, dove ci venne dato una breve introduzione.







I due Kim vegliano solenni:



L'entrata alla DMZ:





La DMZ vista da Google Earth:



E l'edificio dove fu firmato l'armistizio:





Per poi arrivare al centro della DMZ:



I capannoni blu sono esattamente sulla linea di confine, mentre l'edificio grande sullo sfondo si trova già in Corea del Sud.





Era una strana sensazione quella di trovarsi così vicini ma allo stesso tempo così lontani dal "mondo esterno". Solo mettersi a correre verso gli edifici al di là del confine non sarebbe stata una buona idea...


Dopo solo qualche giorno in Nord Corea ci sentivamo come in gabbia: non avevamo con noi i nostri passaporti e dipendevamo in toto dal nostro paese ospitante. Non potevamo semplicemente andare alla stazione o all'aeroporto e comprare un biglietto per lasciare il paese quando volevamo. Ovviamente di solito non ci sono problemi per i turisti in Nord Corea ed è vero che tutti i paesi al mondo possono proibirti di lasciare il paese, ma qui alla DMZ ci tornò subito alla mente che eravamo in un paese particolare. Inoltre, è difficile credere che su entrambi i lati della DMZ ci sia effettivamente lo stesso paese, che è stato separato solo sessant'anni fa e che adesso funziona attraverso due sistemi totalmente opposti. In quel luogo, era difficile immaginare una riunificazione delle due Coree.


L'atmosfera era in ogni caso più rilassata di quello che ci aspettavamo, e non c'erano stringenti controlli di sicurezza (al contrario di quello che succedeva visitando la DMZ dalla Corea del Sud). Oltre a noi, dal lato nord c'erano alcuni turisti russi, mentre non vedevamo nessuno oltre il confine, dal lato sudcoreano. Chiedemmo il motivo ad un soldato, tramite la traduzione di una delle nostre guide, e ci rispose che solitamente le visite dalla Corea del Nord hanno luogo la mattina, mentre i turisti arrivano da Seoul nel pomeriggio.



Ci dirigemmo poi verso Kaesong, per pranzare:



Qui incontrammo delle suore sudcoreane in visita a Kaesong:



Ero perplesso su come fu permesso loro di entrare in Nord Corea, visto che il regime proibisce qualsiasi tipo di influenza cristiana (è vietato possedere una bibbia).

Dopo pranzo visitammo il museo di Koryo, dove venivano conservati i reperti del periodo Koryo (anni 918-1392).





Per via del ritardo rispetto al programma che avevamo accumulato durante la giornata, la visita al museo fu alquanto affrettata.

Tornando poi verso Pyongyang facemmo una pausa in un "autogrill" coreano, dove comprammo un po' d'acqua e la versione coreana della coca-cola.


Arrivammo a Pyongyang per le 16:15, una vera e propria ora di punta per le strade!


Giusto in tempo per la visita al museo della metropolitana.