Questo sarebbe stato il giorno in cui saremmo ufficialmente partiti con destinazione Pyongyang, a bordo del vagone notte diretto Mosca-Pyongyang, che partiva dalla capitale russa l'11 e il 25 di ogni mese alle 21:25, e arrivava a Irkutsk quattro giorni dopo. Questo vagone, delle ferrovie nordcoreane, era trainato dalla locomotiva del treno numero 2 "Rossija" (Mosca - Vladivostok), uno dei più prestigiosi in forza alla RZD. Con questa configurazione viaggiava fino a Ussurijsk, un centinaio di km prima di Vladivostok, dove veniva rimosso il traino nella mattinata del 18 e del 4 di ogni mese (e, ovviamente il 3 nei mesi che seguono un mese di 31 giorni) e riprendeva nel pomeriggio la marcia verso Khasan, al confine con la Corea, trainato da un treno regionale. Il vagone attraversava il confine solo il giorno dopo (il 19 e il 5 di ogni mese), verso l'ora di pranzo, per arrivare a Tumangan, dove veniva collegato ad una locomotiva coreana per arrivare alla destinazione finale alle 21:25 del 20 e del 6 di ogni mese. In fase di preparazione del viaggio avevo notato che ogni tanto poteva accadare che il vagone partisse da Mosca con due giorni di ritardo, com'era successo a luglio, quando cominciò il suo viaggio il 13. Controllai assiduamente anche i viaggi successivi, che partirono però come da calendario il 25 luglio e l'11 e 25 agosto.
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| station | arrival | departure | train |
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Day 1:
| Moskva Iaroslavskaja | | 21:25| 2MJ |
Day 2:
| Wladimir Pass | 00:18| 00:36| |
| Gorkii Mosk | 03:27| 03:39| |
| Kirow Pass | 09:43| 09:58| |
| Balesino | 13:26| 13:46| |
| Perm 2 | 17:22| 17:42| |
| Swerdlowsk Pass | 23:20| 23:43| |
Day 3:
| Tjumen | 03:58| 04:18| |
| Ischim | 07:51| 08:03| |
| Omsk | 11:17| 11:32| |
| Barabinsk | 15:03| 15:45| |
| Novosibirsk(RUS) | 19:14| 19:33| |
| Taiga | 22:52| 23:03| |
Day 4:
| Mariinsk | 01:17| 01:42| |
| Bogotol | 03:33| 03:35| |
| Achinsk 1 | 04:36| 04:38| |
| Krasnojarsk Pass | 07:25| 07:45| |
| Saosernaja | 10:22| 10:24| |
| Kansk-Enisejskij | 11:34| 11:36| |
| Ilanskaja | 12:06| 12:26| |
| Reschoti | 13:34| 13:36| |
| Tajshet | 14:39| 14:41| |
| Nishneudinsk | 17:13| 17:25| |
| Tulun | 18:53| 18:55| |
| Sima | 20:44| 21:14| |
| Tscheremchowo | 22:52| 22:54| |
| Usole-Sibirskoe | 23:47| 23:49| |
Day 5:
| Angarsk | 00:12| 00:15| |
| Irkutsk-Sort | 00:47| 00:49| |
| Irkutsk Passajirskij | 01:03| 01:33| |
| Sljudjanka 1 | 03:40| 03:42| |
| Ulan-Ude Pass | 08:40| 09:10| |
| Petrowskij Sawod | 11:12| 11:14| |
| Chilok | 13:43| 13:58| |
| Tschita 2 | 18:14| 18:39| |
| Darasun | 19:51| 19:52| |
| Karymskaia | 20:33| 20:51| |
| Shilka-Passajirskai | 23:17| 23:19| |
Day 6:
| Priiskowaja | 00:06| 00:07| |
| Kuenga | 00:47| 00:48| |
| Tschernischewsk-Saba | 01:53| 02:18| |
| Silowo | 03:41| 03:43| |
| Ksenewskaja | 05:47| 05:48| |
| Mogocha | 07:40| 07:55| |
| Amasar | 09:26| 09:46| |
| Erofej Pavlovich | 11:41| 12:02| |
| Uruscha | 13:44| 13:45| |
| Skoworodino | 15:31| 15:33| |
| Magdagatschi | 18:30| 18:45| |
| Tigda | 19:45| 19:47| |
| Schimanowskaja | 21:59| 22:01| |
| Swobodnij | 23:09| 23:12| |
Day 7:
| Belogorsk | 00:03| 00:33| |
| Ekaterinoslawka | 01:47| 01:49| |
| Zavitaia | 02:28| 02:30| |
| Bureia | 03:11| 03:13| |
| Archara | 04:04| 04:07| |
| Oblutsche | 05:55| 06:10| |
| Bira | 08:07| 08:08| |
| Birobidshan | 08:48| 08:51| |
| Chabarowsk 1 | 11:00| 11:30| |
| Wjasemskaja | 13:23| 13:38| |
| Bikin | 15:11| 15:13| |
| Lutschegorsk | 15:55| 15:56| |
| Dalneretschensk 1 | 16:54| 16:55| |
| Rushino | 17:44| 17:59| |
| Spassk-Dalnij | 19:29| 19:31| |
| Mutschnaja | 20:07| 20:08| |
| Sibirzewo | 20:25| 20:27| |
| Ussuriisk | 21:27| | |
Day 8:
| Ussuriisk | | 09:05| 966 |
| Baranovskij | 09:44| 09:46| |
| Olenevod | 10:01| 10:03| |
| Senokosnaya | 10:19| 10:21| |
| Vinevitino | 10:40| 10:42| |
| Provalovo | 11:12| 11:14| |
| Primorskaya | 11:54| 12:09| |
| Kedrovoj | 12:24| 12:26| |
| Bamburovo | 13:01| 13:06| |
| Sukhanovka | 14:10| 14:15| |
| Gvozdevo | 14:43| 14:48| |
| Makhalino | 15:08| 15:13| |
| Khasan | 16:10| | |
Day 9:
| Khasan | | 05:00| |
Korean time is 5 hours ahead of Moscow time
| Tumangan | 10:19| 17:50| 8 |
| Radzhin | 19:47| 20:12| |
| Chhondzhin | 23:20| 23:52| |
Day 10:
| Kilju | 03:58| 04:10| |
| Chamchin | 12:04| 12:28| |
| Kovon | 14:20| 14:41| |
| Pyongyang | 21:25| | |
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Come ho già menzionato in precedenza, c'era anche un secondo collegamento ferroviario tra Mosca e Pyongyang: il treno numero venti della RZD (Mosca-Pechino), che trasportava vagoni notte Mosca-Pyongyang attraverso la Cina. Questi venivano scollegati dalla locomotiva russa a Shenyang, e lì rimanevano fermi qualche ora prima di proseguire con una locomotiva cinese fino alla capitale nordcoreana. La partenza da Mosca avveniva ogni venerdì alle 23:55, mentre l'arrivo a Pyongyang era previsto per una settimana dopo alle 19:30, per un totale di 8625 percorsi in 158 ore e 35 minuti.
Il treno numero due con il nostro vagone per Pyongyang sarebbe rimasto fermo alla stazione di Irkutsk dall'1 e 3 fino all'1 e 33 minuti ora di Mosca, che corrispondevano alle 6:03 e 6:33 ora locale. Era indispensabile in Russia prestare attenzione agli orologi delle stazioni, in quanto per via dell'estensione della rete ferroviaria tutte le stazioni utilizzano l'orario di Mosca, per permettere una certa conformità. Ci alzammo verso le cinque e andammo alla stazione con un taxi prenotato il giorno prima, in quanto i bus avrebbero cominciato a girare solo verso le 6. Era ancora freddo e buio, e c'erano poche auto per strada. Stavamo provando un'emozione particolare: stava ora cominciando un'avventura dalla conclusione incerta: saremmo riusciti ad entrare in Nord Corea attraverso Tumangan o avremmo avuto dei problemi? Tutte le fonti che avevamo consultato ritenevano che la tratta che stavamo per percorrere era chiusa ai turisti...il nostro piano violava delle regole ed era da considerare da pazzi, specialmente tenendo conto di che tipo di paese era, ed è, la Nord Corea!
Non voglio in alcun modo consigliare di ripetere e imitare quello che stiamo raccontando in questo viaggio, e spero possiate comprendere la mia decisione di non divulgare qui o in altri luoghi ulteriori dettagli, più specifici, riguardo alla preparazione del viaggio verso Tumangan.
Come già detto, per il percorso da Irkutsk avevamo deciso di prenotare un posto extra a testa, in modo tale da avere tutto lo scompartimento per noi.
Arrivammo alla stazione alle 5:55, ma fu annunciato che il treno sarebbe arrivato con 5 minuti di ritardo e non era ancora indicato il binario.
Notammo subito alcuni coreani con una quantità spropositata di bagagli. Dopo cinque minuti dal nostro arrivo venne annunciato il binario, e ci muovemmo di conseguenza come molti altri passeggeri. Dato che avevo già viaggiato su questo vagone per andare da Mosca fino a Irkutsk, sapevo già che molti coreani che vivevano in Russia per lavoro lo utilizzavano per mandare merci e prodotti in Corea del Nord.
Quando il treno arrivò alla stazione, nonostante fosse ancora buio, il vagone notte nordcoreano, che era il penultimo dalla coda del treno, era riconoscibile da lontano, in quanto si distingueva vistosamente dagli altri vagoni russi. Appena i capitreno aprirono le porte del treno, cinque coreani cominciarono a caricare sul treno le loro cianfrusaglie e pacchi dal contenuto sconosciuto. Appena ci avvicinammo alla porta del treno pronti a mostrare i nostri biglietti, ricevemmo di risposta "zdes nel'zja, zdes nel'zja, drugoy vagon" (qui non si può, altri vagoni!). Non volevano nemmeno degnare di un'occhiata i nostri biglietti e facevano finta di non capire il mio "my do P'enjana edim" (stiamo andando a Pyongyang). Pensavo di mostrare il visto d'entrata in Nord Corea all'interno del passaporto, ma sembrava che non volessero nulla a che fare con noi, dato che non facevano altro che ripetere "drugoj, russkij vagon". Nel frattempo, gli altri nordcoreani continuavano a caricare merce guardando la scena con curiosità. Cosa potevamo fare? La nostra avventura sarebbe terminata già a Irkutsk?
Fu in quel momento che un "provodnik", un capotreno russo del vagone adiacente, di statura piuttosto alta e indossando la classica divisa autoritaria della RZD, notò la scena e arrivò a giudicare la situazione. Dopo che gli spiegammo la situazione, gridò "provodnik!" in direzione del capotreno coreano e gli fece segno di avvicinarsi. Gli mostrò il biglietto e, senza dire una parola, indicò il vagone e il numero dei posti sul biglietto. Notammo un misto di rispetto e subordinazione per il capotreno russo sul volto del coreano, che disse solamente "choroscio, choroscio" e ci fece salire! Incredibile!
Il corridoio del vagone era buio, faceva freddo e c'era puzza di fumo. I coreani erano indaffarati con le loro valigie e ci guardavano come fossimo degli alieni. Il capotreno ci mostrò il nostro scompartimento e posammo i nostri zaini sulle cuccette prima di riscendere nuovamente dal treno per salutare la fidanzata di Oliver, che fece una foto di noi con il vagone nordcoreano.
Il treno partì come da orario all'1 e 33 (6:33 ora locale). Oltre a noi, solo un altro signore rimase sul treno come passeggero. Gli altri avevano solo caricato i pacchi sul treno! C'erano otto scompartimenti nel vagone, di cui uno era riservato ai capitreno, per un totale di 28 posti vendibili al pubblico. Questo sulla carta: in pratica, invece, la maggior parte degli scompartimenti è occupata da pacchi e bagagli.
All'interno dello scompartimento faceva freddo: forse 10 gradi, e il riscaldamento non funzionava. Parlando con una capotreno nella tratta da Mosca a Novosibirsk venni a sapere che non era ancora cominciato il periodo dell'anno in cui il treno sarebbe stato riscaldato tramite l'energia prodotta dalla locomotiva. In Russia, se le temperature scendevano sotto una certa soglia durante il periodo "estivo", come in questo caso, i vagoni erano solitamente riscaldati in maniera individuale con una stufa di carbone presente in ognuno. Ovviamente, però, questo sistema richiedeva che il carbone fosse disponibile, e non era questo il caso del vagone coreano...
Poco male, avevamo vestiti pesanti. Ma non riuscivo a capire per quale assurdo motivo non potessero semplicemente accendere il riscaldamento elettrico al di fuori del periodo invernale ufficiale! In ogni caso, il bollitore funzionava alla perfezione, per cui preparare il tè, caffè e noodle istantanei non sarebbe stato un problema.
Dopo 15 minuti dalla nostra partenza da Irkutsk uno dei capitreno venne da noi per prendere i biglietti e controllare i passaporti: ora sembrava già più amichevole...pensavamo che molto semplicemente non potevano immaginare che dei turisti come noi potessero veramente andare a Pyongyang, ed era questo il motivo della loro reazione iniziale al nostro tentativo di salire.
Dopo un'ora e mezza, cominciammo a intravedere il lago Bajkal dal finestrino. Scendemmo con il treno fino a Sljudjanka, per poi proseguire lungo la costa per le due ore successive.
All'interno del nostro scompartimento:
Con molto piacere, notammo che anche i finestrini dell'altro lato del treno che davano sul corridoio potevano essere aperti: un'ottima notizia per aspiranti fotografi come noi!
Montagne in lontananza viste da Sljudjanka:
E un villaggio della zona:
La stazione di Vydrino:
E il lago Bajkal:
Dopo esserci allontanati dal lago Bajkal, il più profondo al mondo, seguimmo il corso del fiume Selenga, fino ad attraversarlo a trenta minuti da Ulan-Ude.
Rimanemmo fermi a Ulan-Ude per una trentina di minuti.
Per poi ripartire:
Per via del freddo, i passeggeri avevano tenuto per tutta la mattinata le porte degli scompartimenti chiuse. Nel pomeriggio la temperatura si era un po' alzata fino a raggiungere i 17 gradi centigradi, secondo il termometro della parete del corridoio, e un giovane nordcoreano cominciò a parlare con noi in russo. Mi raccontò che aveva finito il suo anno di lavoro a Niznij Novgorod come operaio edile, e stava ora tornando dalla sua famiglia a Pyongyang, dove aveva lasciato una moglie e un bambino di tre anni. Poi era ovviamente curioso di sapere il motivo per cui noi stavamo andando a Pyongyang: fu una conversazione piacevole e interessante.
Oltre a noi, c'erano adesso cinque passeggeri nell'intero vagone. Nel primo c'erano i capitreno, il secondo e il terzo erano occupati dai loro bagagli, nel quarto c'era l'uomo che era salito a Irkutsk e il quinto era il nostro scompartimento. Il sesto era completamente pieno, con un passeggero salito a Mosca e gli altri tre a Niznij Novgorod. Gli ultimi due erano stracolmi di pacchi. Il numero di passeggeri (ma non la quantità di bagagli!) sarebbe rimasto poi lo stesso fino a Pyongyang.
Da qualche parte ad est di Ulan-Ude notammo un tratto con tre binari:
Trovai curiosa la scelta di costruire un terzo binario proprio qui. La frequenza di treni qui non è molto elevata, e pensai che avrebbe avuto più senso posizionarlo fra Omsk e Novosibirsk (in quel tratto avevo, per curiosità, tenuto conto del passaggio di treni merci tra le 9:53 e le 10:27 - 9:53, 9:55, 9:59, 10:03, 10:07, 10:10, 10:13, 10:15, 10:17, 10:27).
A Petrovskij-Zavod:
Era la prima volta che mi spingevo sulla tratta transiberiana più a est di Ulan-Ude, e rimasi ammaliato dal paesaggio. Il territorio era collinare e le aree che attraversavamo erano scarsamente popolate, e i colori dell'autunno rendevano il tutto più bello.
A tarda notte (0:14 - 0:39) il treno rimase fermo a Cita, dove di fronte alla stazione c'era una chiesa molto carina:
E questa era la stazione:
I capitreno erano in totale cinque:
16/09/2008
Fortunatamente c'erano coperte a sufficienza nel nostro scompartimento da non patire troppo il freddo per poter dormire. Alla mattina la temperatura scese fino a sette gradi nel corridoio, e c'erano forse cinque gradi in più all'interno dello scompartimento.
Avevo notato che nello scompartimento dei capitreno erano presenti delle prese elettriche, per cui bussai cortesemente per chiedere se potevo caricare lì il mio rasoio elettrico. Vidi che stavano giusto in quel momento pranzando, e non solo mi fecero utilizzare la presa senza problemi, ma invitarono me e Oliver a sederci e mangiare con loro. Eravamo ormai diventati amici, e disegnai una mappa evidenziando il tragitto da Vienna a Pyongyang per spiegare loro cosa avevamo in mente di fare.
Anche il cibo non fu affatto male: mangiammo un po' di carne, zuppe varie e riso. C'era un piccolo spazio accanto che veniva utilizzato come cucina, dove c'erano due piastre elettriche che sicuramente non erano conformi con gli standard di sicurezza europei...
Qui Mogoca, dove rimanemmo fermi dalle 4:40 alle 4:55.
La stazione:
Qui un video del paesaggio tra Mogoca e Amazar, dove avremmo effettuato la tappa successiva (dalle 9:26 alle 9:46).
Vita da campagna russa:
Qui comprammo un po' di "vareniki" da una babushka che li vendeva:
Qui, al contrario del resto delle stazioni, questi commercianti ambulanti non erano sistemati direttamente sui binari, ma appena oltre la ringhiera di divisione.
Il fiume Amazar:
Erofej Pavlovic:
Un sovrappasso modificato per essere perfettamente accessibile ai disabili (...):
Viaggiare sul vagone nordcoreano attraverso paesaggi così desolati dava già una sensazione strana, come se fossimo tagliati dal mondo: eravamo ancora in Russia, ma già in qualche modo isolati.
Forse per superare questa sensazione decidemmo di fare visita alla carrozza ristorante, giusto per essere sicuri che fuori dal nostro vagone tutto stesse procedendo come al solito. Questa non era posizionata come al solito a metà del treno, ma immediatamente dopo il primo vagone passeggeri (che era effettivamente il quarto vagone dalla locomotiva del treno, in quanto dietro di essa vi erano tre vagoni per bagagli e per corrispondenza), per cui fu una camminata piuttosto lunga. I vagoni russi erano moderni e puliti, con il riscaldamento funzionante: totalmente l'opposto dell'esperienza che stavamo vivendo, ma non avevamo nessun rimpianto.
Quando arrivammo l'intera carrozza era vuota, ma fummo poi raggiunti da altri turisti europei. Parlammo con due di loro, una coppia dalla Svizzera che stava viaggiando verso Vladivostok per proseguire da lì via traghetto in Giappone. Anche loro avevano fatto un lungo viaggio in treno da Basilea, e venimmo a sapere che era dipendente statale e organizzava il trasporto pubblico del Canton Soletta. Oliver, che lavorava per le ferrovie statali svizzere, aveva molti argomenti di cui discutere con lui!
La carrozza ristorante fu perfetta, con servizio amichevole e menù in inglese. Il resto del mondo c'era ancora!
Dopo aver passato Skovorodino, tornammo al nostro vagone, ben sapendo che la parte più interessante del nostro viaggio doveva ancora arrivare.
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